Lousy Journal
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32
Viterbo,  Italy
Il mio giornalino piccante.
13-3-2006
Batticuore
Mi sentivo in un forte imbarazza a star lì a provare quel batticuore, non ero lesbica e il solo pensiero mi faceva schifo ma fatto sta che ero lì con Gemma nuda e non riuscivo a staccarle gli occhi dalla fica aperta, per un attimo mi passò per la mente ane la possibilità di farle una carezza sui capelli ma mi fermai subito. Lei mi disse di chiudere la chiamata poi come se pensasse ad alta voce disse ah… questi uomini, gli dai un dito e si prendono un braccio…- poi guardandomi mentre indossava l’accappatoio aggiunse come vorrei essere come te, che non hai nessuno che ti caga e non sai nemmeno come è fatto un cazzo... Ero rossa dall’imbarazzo e verde dalla rabbia allo stesso tempo! Mi stava prendendo in giro, non sapeva nulla di me e mi aveva preso per una verginella sprovveduta, poi pensai a quel “grazie, amore” e mi venne addosso una gran paura, e se si fosse accorta che la guardavo incessantemente? E se pensasse qualcosa di male? E se forse, voleva solo provocarmi? Reggiseni andò via e mi lasciò sola con i miei dubbi quando mi accorsi di un rumore alle mie spalle, evidentemente c’era qualcun altra nello spogliatoio che si era goduta la mia figuraccia.
Mi voltai ed era Monica con a palla in mano, aveva la canotta della squadra e dei fuseaux neri, era sudatissima e mi guardava con aria di sfida come faceva di solito. Io avevo sempre fuggito i suoi sguardi, Reggicalze mi faceva un po’ paura quella ragazza, era troppo aggressiva. Mi strappò le mutandine e cominciò a leccarmi le labbra e il clitoride, buttava saliva e poi la spargeva sulla mia vagina dolcemente per poi tornare ad affondare la sua lingua dentro di me.
Stavo impazzendo dal piacere, quando ad un certo punto lei rallentò mi venne d’istinto di prenderle la testa e spingerla giù, lei mi fece un sorriso -che puttanella che sei…-, ma ormai non sentivo più le sue parole in preda com’ero ad un orgasmo furioso. Autoreggenti ... Mi fece allargare le gambe e la sua lingua andava sempre più vorticosamente a fondo mentre con le mani mi stringeva forte il seno fino a farmi male ma non riuscivo a dirle di smettere. Urlavo dal piacere, per fortuna la porta era chiusa e non poteva sentirci nessuno, lei intanto tolse una mano dal mio seno e cominciò a masturbarsi. Doveva aver fatto cose del genere altre 100 volte pensai, Corpetti nella frenesia del momento. Venni almeno 2 volte sotto i colpi della sua lingua quando lei all’improvviso si alzò, prese la pompa con cui gonfiamo i palloni e la infilò nella mia vagina. Anche se era dilatata a dismisura provai un forte dolore e lo esternai con un forte urlo. on ce la facevo, provavo troppo dolore così le tolsi le mani e lo presi io, facendo un movimento più dolce, mi ero già masturbata con una zucchina una volta ma non lo avevo più fatto perché vinta dall’imbarazzo…mi tornarono alla mente i movimenti che avevo fatto quella volta e li ripetei…ero ormai persa nel piacere tanto che persi il contatto con la realtà. Vibratori quando, dopo qualche minuto aprii gli occhi ed estrassi quel finto membro dalla vagina notai che Monica era seduta di fronte a me nuda e si stava masturbando avidamente, mi ordinò di leccarle la fica. Come ipnotizzata dal piacere mi avvicinai; era molto pelosa ed aveva un odoraccio, provai a leccarle il clitoride ma fui dopo poco frenata un po’ dall’odore dei sui succhi vaginali e un po’ dall’inesperienza, così smisi.
11-3-2006
La squadra
Avevo 18 anni e giocavo nella squadra di pallamano del mio paese, lo sport non mi è mai piaciuto gran che ma era un modo per socializzare con delle mie coetanee, visto che ne avevo in quegli anni poca occasione perché vivevo isolata in campagna. All’inizio le cose andavano male perché non riuscivo affatto ad inserirmi, timida com’ero in un gruppo ben collaudato, la mie compagne non perdevano occasione di rimproverarmi sul campo e in allenamento per ogni minino motivo col solo pretesto di litigare ed allontanarmi dalla squadra.
Ho tenuto duro però, anche perché quello era l’unico modo che avevo per poter fuggire, anche se per poche ore la settimana dalla noia che vivevo a casa con i miei genitori.
E così un poco alla volta sono riuscita ad integrarmi anche perché le mie prestazioni sul campo miglioravano ed ero ormai diventata un elemento insostituibile della squadra.
Le mie compagne mi avevano anche invitato più volte ad uscire con loro ma avevo sempre rifiutato un po’ perché non potevo far tardi la sera, un po’ perché mi sarei sentita in imbarazzo ad uscire con delle ragazze che in fondo sentivo così lontane da me, molte di loro avevano l’auto e lavoravano, io invece facevo il liceo e non mi sarei sentita a mio agio nelle loro compagnie e nei loro discorsi, che giravano quasi esclusivamente sul sesso. Non ero vergine, ma ero stata solo con un ragazzo con cui purtroppo non aveva funzionato, questo non faceva che accrescere le mie insicurezze.
Sotto le docce Marika si divertiva ad elogiare continuamente le “dimensioni” del suo ragazzo, Katia e Maria erano sempre pronte a stuzzicarmi, una volta le avevo parlato di Matteo (il mio ex)e loro volevano sempre più sapere dei particolari. Erano tanto pettegole! Ma in fondo 2 brave ragazze, e mi fermavo a chiacchierare spesso con loro. Monica aveva 25 anni, era da poco entrata nella squadra, era molto taciturna e timida ma in campo sapeva farsi rispettare, con lei non chiacchieravo mai, un po’ mi faceva paura quando mi guardava con quei suoi occhi scuri. E poi c’era Gemma…aveva 21 anni e studiava all’università, giocava solo perché quello era l’unico modo per poter fare palestra nel nostro piccolo centro. Era bellissima, tutti i ragazzi le andavano dietro e mentre giocavano si sentivano continuamente apprezzamenti che ci distraevano e l’allenatore aveva il suo bel da farsi per farli tacere. Ogni tanto mi fermavo a guardarla, aveva un non so che di magnetico, era alta, bionda e con due stupendi occhi azzurri che aveva preso da sua madre che era finlandese. Io invece non ero ancora completamente “sbocciata”, avevo un paio di orribili occhiali da vista ma ero una biondina tanto carina (così mi dicevano tutti)e avevo un bel fisico, solo che provavo vergogna ad indossare una gonna e a truccarmi e stavo più a mio agio in tuta. Gemma era tutto quello che io inconsciamente volevo essere…ma lei a mala pena mi parlava, non cagava nessuno in fondo figuriamoci me. Una sera, era a fine novembre, io e Gemma eravamo rimaste da sole in palestra. Io mi stavo allacciando le scarpe quando sento un cellulare che squilla e Gemma che mi implora di passarglielo il più in fretta possibile. Pensai subito che doveva essere uno degli uomini che frequentava, i vociferava che stava con un uomo di città gia sposato e con tanti soldi, anche se io nella mia ingenua mente stentavo a crederci. Afferrato il cellulare sporgo la mano per passarglielo ma lei mi chiede di aiutarla perché ha le mani bagnate e così mi sfilo le scarpe ed entro nel box della doccia con lei con il cuore che mi batteva a mille e le mani che tremavano per non so cosa. Era la prima volta che la vedevo nuda, infatti lei preferiva sempre docciarsi quando tutte avevano finito, aveva un corpo stupendo, la pelle liscia che emanava un forte odore di bagnoschiuma e notai subito che si depilava laggiù. Allora erano vere le storie che raccontavano Katia e Maria pensai!
17-2-2006
Golf a luci rosse
Il golf è uno sport chic. Lo giocano calciatori famosi come Van Basten e Ronaldo, uomini d'affari e politici. Non è ancora uno sport di massa, ma potrebbe diventarlo. Per aumentare il numero dei praticanti tutte le idee sono buone. Ad esempio l'Associazione Americana delle Golfiste ha recentemente rilasciato una dichiarazione in cui afferma di non aver nulla in contrario se le giocatrici più avvenenti posassero nude per riviste o calendari. Un'iniziativa che potrebbe avere un successo clamoroso è incorsa però nei rigori della legge. E' stata Teresa Clubb, una maestra della Mountain View Christian Academy di Gaston Country, a chiamare lo sceriffo locale. Secondo l'insegnante, nel campo da golf che fronteggia la scuola, c'erano donne con il seno scoperto che fungevano da caddy, mentre altre, senza slip, si piazzavano a gambe divaricate davanti alle buche.
Vedendo la scena, la Clubb aveva rinchiuso i bambini in una stanza e avvertito le autorità. Quasi contemporaneamente anche il reverendo Harry Davis, ministro della Mountain View Agape Church, che sorge in prossimità della scuola, denunciava attività disgustose ed immorali, visibili nel campo da golf. Lo sceriffo di Gaston Country, giunto una trentina di minuti più tardi, ha ispezionato il Crowders Mountain Golf and Country Club, senza trovare, a prima vista, nulla di illegale. Il campo era stato affittato per un torneo sponsorizzato da un Topless Club di Charlotte e le ragazze indossavano dei bikini da lavoro.
March 2006
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